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1946 / 1951
Subito dopo la seconda guerra mondiale la fabbrica, interamente distrutta dai bombardamenti tedeschi, fu ricostruita con straordinaria rapidità dai suoi stessi operai.
All'ILVA riprendono le attività produttive, ma solo nel 1951 la produzione ritorna alla capacità pre-bellica.
1960 / 1992
Nel 1961, dalla fusione dell'Ilva con la Cornigliano, nacque l'Italsider. L'impianto siderurgico, che già allora occupava gran parte della piana di Coroglio, con l'urbanizzazione delle aree limitrofe avvenuta negli stessi anni, si venne a trovare nel cuore della città, inglobato nelle aree residenziali della periferia occidentale di Napoli.
Nonostante ciò, nel 1962 fu autorizzato un ampliamento che portò alla realizzazione di una colmata a mare di circa 20 ettari di superficie. Più tardi, l'impianto fu ulteriormente ampliato giungendo a impegnare una superficie totale di 220 ettari e a contare negli anni '70 un massimo 9000 occupati.
Il rapporto di uno speciale comitato governativo, istituito nel 1976 con il compito di analizzare le aree di perdita del Gruppo IRI, prevedeva la progressiva chiusura dell'impianto siderurgico di Bagnoli data la bassa produttività già registrata a partire dal 1969, imputabile, principalmente, a deficienze impiantistiche e non eliminabili per mancanza di spazio.
Il Comitato, in conclusione, giudicava la localizzazione inadatta ad un impianto siderurgico moderno. Nel 1989 l'impianto Italsider cessava la produzione a caldo per chiudere definitivamente nel 1992. |